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Studio Legale Merlini e Associati | Contratti Derivati: il Tribunale di Ancona condanna la Banca
Contratto Derivato IRS (Interest Rate Swap): il Tribunale di Ancona condanna la Banca alla restituzione delle Somme Indebitamente Percepite in favore di una società.
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Contratti Derivati: il Tribunale di Ancona condanna la Banca

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Contratti Derivati: il Tribunale di Ancona condanna la Banca

Nell’ambito di una controversia in tema di contratti derivati, il Tribunale di Ancona ha condannato la Banca alla restituzione delle somme indebitamente percepite in favore di una società, per un importo complessivo di oltre 450 mila euro, riconoscendo così come fondate le varie eccezioni di nullità proposte dalla società attrice.

Contratto Derivato IRS (Interest Rate Swap)

Vediamo il caso nel dettaglio.
Una s.r.l. sottoscriveva con un Istituto di credito un Contratto Derivato IRS (Interest Rate Swap), agganciato al principale contratto di mutuo, seguendo il suggerimento dei funzionari della Banca, con lo scopo di coprire il rischio di rialzo dei tassi d’interesse del contratto di prestito finanziario.

Ebbene, in sede giudiziale è emerso che sin dall’origine l’istituto di credito aveva violato norme imperative, nascondendo l’elevata rischiosità del prodotto.

In pratica, la Banca non aveva indicato il mark to market, vale a dire i costi impliciti e gli scenari probabilistici, la cui assenza determina la nullità del contratto stesso (cfr. Cass. Sez. Un., sent. n. 8770/2020).

Orientamento della Corte di Cassazione sul Contratto Derivato IRS

Il Tribunale di Ancona, seguendo l’orientamento espresso recentemente dalla Corte di Cassazione in materia di contratti derivati, ha stabilito che “È nullo il contratto derivato IRS, non preceduto da una verifica delle condizioni e delle tendenze di mercato riferite ai fattori variabili inseriti nel contratto oppure strutturato in maniera tale che il cliente sia sempre destinato, sulla base di una valutazione ex ante, a corrispondere un prezzo giacché, in questo caso, i rischi sarebbero assunti al buio o non risulterebbero bilanciati da alcun vantaggio sensibile”.

Contratto Derivato (SWAP)

Alla luce del contenuto della sentenza e sulla base della giurisprudenza che si è ormai consolidata, sia di merito che di legittimità, è opportuno che le persone fisiche o giuridiche che hanno perfezionato con un Istituto di Credito un contratto di mutuo al quale è agganciato un contratto “SWAP” o comunque un derivato, verifichino, attraverso un consulente specialista nel settore, la presenza di eventuali indebiti perpetrati dall’Istituto di Credito a loro danno, ottenuti con una “scommessa” che vede da un lato un soggetto più debole (il cliente) e dall’altro un soggetto più forte (la Banca).

Essere titolari di un contratto derivato (SWAP), tanto più se la Banca lo ha proposto per fungere da copertura contro l’oscillazione dei tassi di mutui a tasso variale, con le giuste e competenti valutazioni può comportare delle rendite inaspettate e cospicue.