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Studio Legale Merlini e Associati | Responsabilità azienda sanitaria e medico curante: risarcimento del danno
Responsabilità sanitaria e medico curante: quando ritardo diagnostico e negligenza nelle case di riposo danno diritto al risarcimento del danno.
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Responsabilità azienda sanitaria e medico curante: risarcimento del danno

Responsabilità sanitaria in casa di riposo: il Tribunale di Ancona riconosce il risarcimento per ritardo diagnostico e carenze assistenziali. studio legale merlini macerata

Responsabilità azienda sanitaria e medico curante: risarcimento del danno

Con una importante sentenza in materia di responsabilità sanitaria , il Tribunale Ordinario di Ancona – Sezione Seconda Civile – ha affrontato un caso particolarmente delicato relativo al decesso di un’anziana ospite affetta da Alzheimer ricoverata presso una casa di riposo.

La decisione rappresenta un significativo precedente in tema di:

  • responsabilità dell’azienda sanitaria e del medico per errore e ritardo diagnostico
  • nesso causale tra caduta, omessa diagnosi e decesso
  • risarcimento del danno iure proprio e iure hereditatis


Il caso: caduta, frattura non diagnosticata e shock settico

La vicenda trae origine dalla caduta di una paziente di 85 anni, affetta da morbo di Alzheimer e deterioramento cognitivo, avvenuta all’interno della casa di riposo.

I fatti principali

  • 7 dicembre 2016: la paziente cade nella struttura e viene trasportata al Pronto Soccorso.
  • Viene suturata una ferita alla lingua e dimessa con diagnosi di trauma facciale con ferita della lingua.
  • Nei giorni successivi manifesta forti dolori e difficoltà ad alimentarsi.
  • 18 dicembre 2016: solo dopo 11 giorni viene diagnosticata una frattura mandibolare con dislocazione e trauma cranico.
  • 11 gennaio 2017: la paziente decede per arresto cardiorespiratorio da verosimile shock settico.

Il figlio, in qualità di erede, ha agito in giudizio chiedendo il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, sia iure hereditatis sia iure proprio, per un importo complessivo superiore a 680.000 euro.

I profili di responsabilità contestati

Nel giudizio sono stati coinvolti:

  • la casa di riposo
  • l’azienda sanitaria territoriale
  • il medico curante
  • la cooperativa affidataria del servizio assistenziale
  • le compagnie assicurative

Le contestazioni hanno riguardato principalmente:

1. Omessa vigilanza e prevenzione del rischio caduta

La paziente, pur affetta da grave deterioramento cognitivo, non era sottoposta a misure di sorveglianza o protezione adeguate.

In materia di responsabilità delle strutture assistenziali, la giurisprudenza è costante nel ritenere che la casa di riposo abbia un obbligo contrattuale di protezione e custodia, particolarmente stringente nei confronti di soggetti fragili.

2. Ritardo diagnostico

Elemento centrale della causa è stato il ritardo di 11 giorni nella diagnosi della frattura mandibolare.

Il Tribunale ha analizzato il tema del nesso causale tra ritardo diagnostico e aggravamento delle condizioni cliniche, verificando se una diagnosi tempestiva avrebbe potuto evitare il successivo quadro settico e il decesso.

3. Gestione post-traumatica inadeguata

Ulteriore profilo riguarda la gestione successiva al rientro in struttura dopo il ricovero ospedaliero, in particolare:

  • monitoraggio clinico
  • tempestività dell’intervento medico
  • gestione dello stato febbrile

I principi giuridici affermati

La sentenza si inserisce nel solco della giurisprudenza in materia di responsabilità sanitaria ex art. 1218 c.c., ribadendo che:

  • la struttura sanitaria risponde a titolo contrattuale nei confronti del paziente;
  • grava sulla struttura l’onere di dimostrare di aver adempiuto correttamente;
  • in caso di danno da ritardo diagnostico, occorre valutare la perdita di chance di sopravvivenza o di miglior esito clinico;
  • le strutture assistenziali hanno un obbligo di protezione rafforzato nei confronti di pazienti affetti da patologie neurodegenerative.

Particolarmente rilevante è il tema del danno biologico terminale, riconosciuto quando tra l’evento lesivo e la morte intercorre un apprezzabile lasso di tempo durante il quale la vittima subisce sofferenza.

Il risarcimento dei danni: quali voci sono state richieste

L’azione giudiziaria ha riguardato:

– Danno biologico terminale (iure hereditatis)

Per il periodo intercorrente tra la caduta e il decesso.

– Danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale (iure proprio)

Valutato in base ai criteri giurisprudenziali e alle Tabelle di Milano.

– Spese funerarie

Il Tribunale ha esaminato la quantificazione alla luce dei criteri legali e della condizione soggettiva della vittima (età avanzata e patologia degenerativa), senza tuttavia escludere la piena tutela risarcitoria in presenza di responsabilità accertata.

Riguardo alla sussistenza della responsabilità dell’azienda sanitaria e della casa di riposo: cosa dice la sentenza

Questa pronuncia conferma un orientamento ormai consolidato:

  • la presenza di patologie pregresse non esclude la responsabilità dell’azienda sanitaria e e del medico curante per aggravamento evitabile
  • il ritardo diagnostico può integrare responsabilità sanitaria anche quando il paziente è anziano o fragile
  • il nesso causale va valutato secondo il criterio del “più probabile che non”
  • La responsabilità della casa di riposo, secondo il giudicante, va esclusa in mancanza di prova sull’omessa vigilanza dell’anziana e qualora la casa di cura abbia rispettato i protocolli e le misure di prevenzione del rischio caduta

Quando rivolgersi a un avvocato esperto in responsabilità medica

I casi di decesso o aggravamento delle condizioni cliniche in strutture sanitarie o assistenziali richiedono:

  • analisi della documentazione medica
  • consulenza medico-legale specialistica
  • ricostruzione del nesso causale
  • corretta quantificazione del danno

La materia della malasanità e responsabilità delle case di riposo è complessa e richiede competenze specifiche sia giuridiche sia tecniche.

Conclusioni
La sentenza del Tribunale di Ancona rappresenta un importante riconoscimento della tutela dei diritti dei pazienti fragili e dei loro familiari.

Il principio è chiaro: la condizione di vulnerabilità dell’ospite non attenua, ma rafforza, gli obblighi di protezione della struttura.

FAQ – Responsabilità sanitaria e case di riposo

1. Quando la casa di riposo è responsabile per la caduta di un anziano?

La casa di riposo è responsabile quando non adotta misure adeguate di vigilanza, prevenzione e protezione, soprattutto nei confronti di ospiti fragili o affetti da patologie cognitive come l’Alzheimer.
Le RSA hanno un obbligo contrattuale di protezione e devono dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare l’evento dannoso.


2. È possibile ottenere un risarcimento per morte in casa di riposo?

Sì. Se il decesso è collegato a negligenza, omessa vigilanza, ritardo diagnostico o gestione sanitaria inadeguata, i familiari possono richiedere il risarcimento del danno.
Il risarcimento può comprendere:

  • danno biologico terminale (iure hereditatis)
  • danno da perdita del rapporto parentale (iure proprio)
  • danni patrimoniali e spese funerarie

3. Cos’è il ritardo diagnostico e quando dà diritto al risarcimento?

Il ritardo diagnostico si verifica quando una patologia o una lesione non viene individuata tempestivamente, compromettendo le possibilità di cura o aggravando le condizioni del paziente.

In ambito di responsabilità sanitaria, il risarcimento è riconosciuto quando si dimostra, secondo il criterio del “più probabile che non”, che una diagnosi tempestiva avrebbe evitato o ridotto il danno.


4. La presenza di Alzheimer o patologie pregresse esclude la responsabilità della struttura?

No. La presenza di malattie degenerative o di età avanzata non esclude la responsabilità della struttura sanitaria o assistenziale.

Anzi, la fragilità del paziente impone un livello di attenzione maggiore e un obbligo di protezione rafforzato.


5. Chi deve provare la responsabilità nella causa per malasanità?

Nel contenzioso per responsabilità sanitaria:

  • il paziente o i familiari devono dimostrare il contratto (o contatto sociale) e il nesso causale tra condotta e danno;
  • la struttura sanitaria deve provare di aver adempiuto correttamente o che l’evento è stato determinato da causa non imputabile.

Si tratta di una responsabilità di natura contrattuale.


6. Quanto tempo ho per chiedere il risarcimento per responsabilità medica?

In genere, il termine di prescrizione è:

  • 10 anni per la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria;
  • 5 anni per la responsabilità extracontrattuale del singolo medico.

È comunque fondamentale far valutare tempestivamente il caso da un avvocato esperto in responsabilità sanitaria.


7. Come si calcola il danno da perdita del rapporto parentale?

Il danno da perdita del rapporto parentale viene quantificato secondo criteri elaborati dalla giurisprudenza (in particolare le Tabelle del Tribunale di Milano), tenendo conto di:

  • intensità del legame familiare
  • convivenza
  • età della vittima e del familiare
  • sofferenza patita

8. È necessario avviare una consulenza medico-legale?

Sì. Nei casi di malasanità o responsabilità della casa di riposo è fondamentale una consulenza medico-legale per:

  • ricostruire la dinamica dei fatti
  • accertare il nesso causale
  • valutare la correttezza delle cure
  • stimare il danno risarcibile

Senza una perizia tecnica adeguata, la domanda risarcitoria rischia di non essere accolta.